icon--tourist icon--share icon--checkin icon--photos icon--flag icon--water icon--tenda icon--link-download icon--checklist icon--home-full icon--slider-arrow icon--home icon--metratura icon--clima icon--auto icon--tv-sat icon--wc icon--doccia icon--link-arrow icon--calendar icon--depliant icon--facebook icon--flickr icon--gmap-pin icon--googleplus icon--instagram icon--magazine icon--menu icon--meteo icon--pinterest icon--twitter icon--users icon--webcam icon--youtube icon--virtual-tour icon--calendar-alt icon--logo-garden icon--award icon--tags icon--star icon--question icon--paper-plane icon--phone-alt icon--flag-alt
Selezione la lingua: ×
Da vedere
Verificadisponibilità e prenota
Verifica

Isole della Laguna

isole della laguna_2

Isole Lagunari: visitare i dintorni di Venezia

La laguna di Venezia è la più vasta d’Italia: occupa una dimensione di 550 km², di cui il 67% è acqua. All’interno dell’ecosistema ci sono moltissime isole, piccole o grandi e tra queste, vicino a Venezia, ci sono Burano, Murano e Torcello.

Dal Garden Paradiso puoi raggiungerle salendo a bordo del battello che parte da Punta Sabbioni o da Treporti, destinazione Laguna Nord!
 

burano

Burano

Burano la noti già da lontano: è un’esplosione di colori, ogni singola casa è accesa di una tonalità diversa, dal giallo, al rosso, dal viola, all’azzurro. Tra tutte spicca la casa di Bepi Suà, decorata con fantasie geometriche multicolore, davanti a cui vale la pena scattarsi una foto. Se ti avvicini alle pareti delle case ti accorgerai che in alcune parti l’intonaco è scrostato e che sotto c’è un altro colore e un altro ancora! Ogni tanto agli abitanti piace cambiare tinteggiatura. Al primo forno che incontri, fermati a comprare i biscotti tipici, i buranei a forma di bussolà (ciambella) o di “S”, fatti con farina, burro e tuorli d’uovo. Perditi tra le piccole calli tra le case e poi dirigiti verso la Chiesa di San Martino, alza lo sguardo sul campanile e ti accorgerai che è più storto della torre di Pisa! È uno dei simboli dell’isola insieme ai merletti, la cui tradizione si è tramandata per secoli tra le donne di Burano. I merletti dell’isola avevano fama internazionale ed erano l’accessorio irrinunciabile per i mantelli, i colletti e i polsini delle nobildonne delle corti quattrocentesche. Alla fine del XVIII secolo questa antica arte stava per scomparire, era rimasta solo una persona su tutta l’isola che conosceva la tecnica: Vincenza Memo, detta “Cencia Scarpariola”. Fu la prima e unica insegnante della Scuola del Merletto, inaugurata nel 1872, che fece rifiorire il commercio. 
Questa e altre storie sono raccontate al Museo del Merletto che custodisce gli esemplari più pregiati e preziosi, veri capolavori delle mani sapienti delle donne buranesi

 

murano

Murano

Seconda tappa irrinunciabile è Murano, formata da sette isolette attraversate da un canale e dove, su una di queste, si staglia il faro che illumina la bocca di porto del Lido di Venezia. L’isola è stata per secoli la dependance della produzione del vetro controllata dalla Repubblica della Serenissima, che aveva costruito qui le sue fornaci. A Murano i maestri vetrai realizzano ancora oggi le loro fragili e preziose opere d’arte in vetro soffiato: famosi sono i lampadari fogliformi trasparenti e colorati (uno imponente è conservato nel palazzo di Ca’ Rezzonico a Venezia) o gli eleganti vasi delle fornaci Venini e Pauly. Non mancano anche botteghe dove puoi comprare piccoli soprammobili dalle forme più svariate e boutique con anelli e collane.
Fai un giro al Museo del Vetro per conoscere la straordinaria storia di questa tecnica e chiedi di poter assistere a una sessione di soffiatura in uno dei laboratori dell’isola: ti sorprenderai a guardare gli artigiani lavorare con il fuoco e plasmare il vetro liquido in forme sinuose.

 

torcello

Torcello

Torcello è un’isola ormai quasi disabitata, dove un tempo c’era un importante insediamento monacale, tanto che avevano costruito la Basilica di Santa Maria Assunta, in stile veneto-bizantino, dove ancora oggi puoi visitare gli antichi mosaici. Per arrivare al centro archeologico costeggerai un canale lungo cui noterai un ponte di pietra senza balaustre: è il Ponte del Diavolo, che ti tenta sulla strada della Basilica.
La leggenda narra che ogni 24 dicembre il demonio si presenti al ponte sotto le spoglie di un gatto nero per riscuotere un antico debito con una strega, che gli deve le anime di sette bambini, ma lei continua a non farsi vedere.

 

Seguici
I nostri social networks
top